martedì 3 gennaio 2012

Nebulosa (ispirata)


Allarga il palmo
sorregge la corona di spine
rossa di sangue versato.
In questo continuo
crocifiggere di stelle
il calvario dell’Universo.
Mai sacrificio fu così grande.
Infinito il peso dell’infinito.
Immensa la croce
dell’immenso.
Si staglia nel buio,
unico segno
che guida la ricerca del principio.
Inizio e fine
sono scritti nel cielo.
E uno è l’altro,
senza distinzione.

Mano (leggendo Wisława Szymborska)

Grande è la mano
che leviga i sassi
con la carezza del mare.
Grande è la mano
che strizza le nuvole
come panni bagnati.
E queste pietre
queste gocce di pioggia,
figlie di cielo e terra,
nascondono vite inerti.
Ci porgono il mistero
di questa esistenza,
parlano senza suoni,
gesticolano senza muoversi,
guardano oltre la luce
e odono i passi
dell’Universo.
Loro non credono in Dio.
Lo sono.

Luci dell'Orsa (ispirata)

Di luce sparsa 
il manto dell'orsa 
maculata di stelle. 

Corri Luna 
alla guida del carro celeste, 
spingi i puledri 
con occhi 
di astri brillanti. 
Torna dal firmamento 
dove spargi versi e 
polvere di sogno. 

In fondo alla notte 
s'apre 
il ventaglio dell'aurora 

spinta dal vento 
del giorno che verrà. 

Arsenico

A vvolge.
S trangola.
R iduce.
S epara.
E stirpa.
N utre.
I rride.
C orrode.
O ffende.

A vvolge profili
In spirali di sospiri.

S trangola sogni
In incubi di vita.

R iduce pensieri
In polvere di coscienza.

S epara amanti
In gabbie di rancore.

E stirpa rumori
In ombre cigolanti.

N utre paure
In tremori angoscianti.

I rride malinconie
In illusioni di sorrisi.

C orrode ore
In ruggini di tempo.

O ffende versi
In catene di parole.

Nascosta

Alla porta il vento
incerto
se sfilare di tasca
dorati refoli di sole
o sibili bagnati di pioggia.
Eppure niente è fuori
e tutto è dentro
un baule segreto.

Supposta luce
nero comodino.
Sfibrato riposo
spirale riposta.
Fedele rituale
orlato d'ombre.
Si spande.
In lingua di Luna.
In letto di cera.
In sciolta figura.
In largo respiro.
Soffoca il
luminoso
sogno.

Nascosta.
Sforma gli spazi
sotto il velo.
Illude gli sguardi
inganna coscienza.

Invisibile,
nella notte,
si piega il ramo celeste
carico di stelle sbocciate.

Veleno


V
ibra
Espande le spire
Lottando nei sassi si
Estende nell’ira.
Nel morso di serpe il suo
Orrendo morire.

martedì 27 dicembre 2011

Tra due mani

Tra due mani il cielo.

Dondola l’orizzonte
sul dorso chinato del colle.
Raccoglie il tempo
le scaglie di malinconia
lasciate nel sottobosco
ignoto alle gioie.

Si srotola
gomitolo di pensieri.
Finisce ingarbugliato
in un cesto ormai colmo.
Più intrecci solitudini
più s’offusca lo sguardo
tra mille fili.
Eppure lì sulla morbida lana
adagiata sul tappeto rosso
fa le fusa la tua vita sfinita
Ignorando il fragore del vento.

Tra due mani il cielo.