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domenica 11 dicembre 2011

Un po' di umitltà

“… Cos’è l’Universo? Semplicemente un po’ di inquinamento dello Spazio… Galassie , pianeti ed uomini sono soltanto pulviscoli irrilevanti di infinite energie e cose a noi invisibili… Con  o senza di noi l'Universo sarebbe fondamentalmente lo stesso…”

Lawrence Krauss (cosmologo dell’Università di Cleveland.)

Ho letto questa citazione su una rivista. La fisica moderna ci dice che noi riusciamo a vedere solo una piccolissima parte dell'Universo che per più del 90% è formato da quella forza misteriosa che i fisici chiamano Energia Oscura.Riflettiamo su questo.

Riflettere

Ciascuno di noi è misura delle cose che sono
e di quelle che non sono, ma c'è un'enorme differenza
tra l'uno e l'altra:
infatti per uno esistono e appaiono certe cose,
mentre per un altro esistono e appaiono cose diverse...

Pitagora (VI secolo a.C.)

venerdì 9 dicembre 2011

Il venditore di versi




Aveva una bancarella in un angolo del mercato. La sua mercanzia era leggera come una foglia. Scriveva versi, li dipingeva su carta colorata e li vendeva perché la gente potesse incorniciarli. Se qualcuno passava e, incuriosito gli chiedeva che professione fosse mai quella, lui rispondeva semplicemente: il poeta! La gente non si accontentava di quello che trovava pronto ma voleva poesie a richiesta. Chi gli chiedeva di comporne una sul mare, sul proprio gatto, su un tramonto e persino su Dio! Qualcuno voleva una filastrocca in rima, qualche altro una dedica, alla madre, alla moglie, al bimbo, all'amante...insomma non si annoiava mai e la sua abilità gli permetteva di arrivare alla fine della giornata soddisfatto di aver accumulato un buon gruzzolo. Questo gli consentiva di vivere dignitosamente. Scrivere poi era l'unica cosa che sapesse fare.
Passavo ogni giorno di lì e mai mi ero fermato, ma quella mattina andai risoluto verso lui e, non appena fui arrivato, gli chiesi deciso:
- Scrivimi una poesia sull'Amore! -
Mi guardò senza sorpresa come se quella richiesta fosse consueta. Posò la penna colorata con cui stava scrivendo e mi rispose:
- Amico mio, l'Amore, come mi chiedi tu, non si può scrivere e neanche vendere. E' dentro te. Lo devi provare ogni volta che ti emozioni. Lo devi donare senza aspettare nulla in cambio. Lo devi vivere. Allora la tua esistenza sarà essa stessa poesia per te e per gli altri. Lo so è difficilissimo ma provaci e non te ne pentirai. -
Restai senza parole. Misi le mani in tasca e silenzioso me ne andai lentamente. Quanto tempo avevo camminato con lo sguardo basso guardando solo il marciapiede? Pian piano mi accorsi che tutto intorno c'era un mondo che sfilava senza che me ne rendessi conto. Un mondo che sfioravo con lo sguardo ma di cui non coglievo l'essenza. Soprattutto un mondo che aveva bisogno del mio Amore, quello che avevo dentro me, quello che tutti noi dobbiamo donargli. Da allora non sono più la stessa persona...

Volo

Volo aggrappato ad un cuscino di nuvole...

martedì 6 dicembre 2011

C'è qualcuno?

C'è qualcuno di voi, in questo momento in cui state leggendo queste parole, che crede veramente che ciò che state vivendo davanti al vostro pc, possa essere soltanto un sogno?
E con ciò non intendo riferirmi a dubbi speculativi e filosofici circa la natura ultima dell'esperienza, né a qualcosa del genere. Sto semplicemente chiedendo se qualcuno in qualsivoglia senso veramenteconcreto pensi che questo possa essere un sogno che voi state vivendo in questo momento, invece del vostro ordinario stato di coscienza.

Ho modificato per adattarla a voi che leggete il post, una domanda che spesso pone al pubblico nelle sue conferenze, Charles T. Tart,docente di psicologia dell'Università della California e uno dei massimi studiosi nel campo della coscienza. Rubo ancora qualche sua parola:

Benché nel linguaggio generale si tenda ad impiegare i termini consapevolezza e coscienza per significare la stessa cosa, io li uso qui con significati alquanto diversi. Consapevolezza si riferisce alla cognizione di base che qualcosa sta accadendo, alla percezione o sensazione o cognizione nella loro forma più semplice. Coscienza si riferisce in genere alla consapevolezza in modo molto più complesso; la coscienza è consapevolezza modulata dalla struttura della mente.

Non ho postato questo per provocarvi il mal di testa ma per farvi riflettere su ciò che da sempre tormenta la mente di Dick e la mia di conseguenza. La natura del reale e la sua percezione. Introduciamo quindi il concetto di stato di coscienza alterato. Questo stato può includere diverse esperienze come la percezione del mondo esterno, la percezione del corpo, gli stimoli, le emozioni, la memoria, il senso del tempo, il senso di identità, l'elaborazione cognitiva, l'interazione con l'ambiente, il controllo di sé. Nell'ambito di queste esperienze si possono individuare numerosissimi casi che ci permettono di individuare gli stati di coscienza alterati. Mi fermo qui e vi chiedo: c'è qualcuno che si sente di rispondere affermativamente alla domanda posta all'inizio del post?

I bivi

 
Non molto tempo fa, camminando su un sentiero del bosco in cui amo perdermi, mi sono trovato di fronte ad un bivio. Mi trovo spesso davanti dei bivi durante queste escursioni. Mi sono fermato e messo a pensare. Un grande albero di fronte a me. Mi sono immaginato un lombrico che sale su per un ramo in cerca della tenera foglia. Quanti bivi di fronte a lui. Quante possibilità nella nostra vita. Ogni momento della nostra esistenza dobbiamo prendere una decisione, anche piccola. Ogni decisione ci porterà verso una realtà diversa. Chi si ricorda quel film in cui prendere o non prendere un treno della metropolitana portava a due realtà simili ma diverse? Ma la mia mente va oltre. Mi trovo a pensare che seguendo una strada, un giorno, mi troverò davanti anche all'impossibile. Quelle cose che sono fantasie nella nostra mente potrebbero avverarsi. Potrebbe esistere, per esempio, un mondo di elfi, di fate o di qualsiasi altra cosa. Solo una questione di possibilità. Uno degli infiniti mondi possibili. Dick (sempre lui), nella prefazione di una sua raccolta di racconti scriveva:

Così sono io: paralizzato dall'immaginazione. Per me, una gomma a terra significa:
a) La Fine del Mondo
b) Un indizio della Presenza di Mostri (anche se ho dimenticato il perché).

E mi trovo, come il bruco, fermo davanti la biforcazione di un ramo, a chiedermi dove posso andare. All'improvviso un passero mi afferra e mi inghiotte. Ho finito per sempre di chiedermi. Forse.

Pensieri di un mattino

Nelle palpebre dorate del tuo mattino
Io sono una semplice lacrima...

Sto ascoltando una musica di Mozart alla radio. E' stupenda ma non sono riuscito a coglierne il titolo. Peccato perché era struggente ed era un cappotto cucito a pennello sul mio stato d'animo. Le note si mescolano all'acqua piovana senza colore che si tinteggia sullo sfondo delle cose e vi scivola; si posa e forma chiaroscuri sfumati dall'illuminazione uniforme del cielo plumbeo, grigio che cancella tutti i contrasti e i confini netti fra luce ed ombra. Eppure, alla fine, il cielo comincerà a fare capolino e le lame di luce solare formeranno chiazze chiare sui campi e sui tetti delle case. Una leggera nebbiolina si alzerà provocando bizzarre rifrazioni popolando l'aria di strane figure, fantasmi di oggetti ed esseri che esistono solo allo sguardo e che sfuggenti durano un attimo. Ma ora sento una musica ancestrale. Elementare. Senza forma ma suono che ti blocca il respiro e ti porta lontano nel tempo. Nel mondo perduto.

martedì 29 novembre 2011

Aristotele

E' da preferire l'impossibile verosimile al possibile non credibile.

E se un giorno succedesse?

Voglio spiegarvi il titolo di questo Blog. Io sono un gran appassionato di fantascienza e fra i miei primi amori c'è stato Phil K. Dick. Oggi è famoso soprattutto per i film tratti dai suoi film (uno per tutti Blade Runner) ma vi posso assicurare che, leggendolo un paio di decenni fa, i suoi incubi sembravano più vicini. "Doctor Bloodmoney, or how he got along after the bomb" (tradotto molto liberamente "Cronache del dopobomba" in Urania) è secondo me il suo più bel romanzo. Protagonista principale un focomelico, Hoppy, (negli anni sessanta a causa di alcune pillole con effetti collaterali pesanti nacquero migliaia di bambini senza braccia e gambe ed è una storia vera) che acquisisce degli strani poteri e nel mondo disastrato del dopo disastro sopravvive meglio degli altri... ma non vi voglio togliere il piacere di leggerlo! Cosa ci aiuterà a sopravvivere in un mondo che, non ce lo dimentichiamo, è ancora sotto l'incubo di un disastro nucleare?