martedì 27 dicembre 2011

Migrano


Lame di foglie fendono bave di vento umido.
La maschera portata un tempo si scioglie
sferzata dalla pioggia.
E’ l’albero ancora,
poggiato su ricordi
radicati nella terra nera,
non più feconda,
ferita d’aratro crudele,
s’incurva in questo autunno
di tagliole nascoste
nei cespugli d’ogni giorno.
Soffre il peso di questo chiarore sbiadito,
agonia di sole
affogato nella nebbia.
Eppure ancora migrano le malinconie
spiegano le ali a sud del cuore
e  lasciano le aride distese,
paesaggi nascosti in ognuno di noi.

Ottobre

Carezza d’autunno
con mani di muschio
e pelle di foglia.

D'autunno


Parla sommessa la palude
Fra erba addormentata su labbra d’onde
e canne come ciglia
sul volto disteso del crepuscolo.
Sussurra il cielo
parole grandi come il firmamento.
In punta di piedi
semplicemente
dondolando
si trova l’infinito.

Lieto scorre il tempo in albe nuove
l'autunno si rinserra alla mia porta
e frusciando di foglie
si commuove.
Tornano i migratori alla palude
il grande volo sanno da terre lontane
rallegrano di canti e colori tutt'intorno
dopo il ristoro partono
nel loro dna l'immenso, simili a noi
umani che pure
ci crucciamo per questo
tanto.

Leggere piume
che sfiorano solleticando
il ventre di nuvole sapienti
addormentate nel cielo turchino.
Sostengono vite protese
più leggere di ogni dolore.
Migrando si portano dentro
il colore mai visto della libertà.


Davedomus & Ladylunaa

Eterna

Occhi di cristallo
a spiare stelle
nel firmamento nascosto
del tuo sarcofago celeste.
Così stai muta
innalzando in cielo
nude parole di pietra umida di rugiada.
Dalla sfinge scolpita nella notte
la maestosa zampa felina
graffia il deserto
a creare dune
mentre versa il suo sangue fecondo
il fiume sacro.
Risorgerai
nella bianca scia dell’alba luminosa
di una nuova era
in cui sarai regina
per sempre.

E fu autunno (leggendo LadyLunaa)

Un bava leggera di vento
e fu autunno.
Tra i rami seccarono illusioni,
marroni, gialle, rosse,
striate come mani venose,
a stringere invano il tempo passato.
Oltre quell’ansa nascosta,
tra un brivido e un riflesso di Luna,
stava un sasso,
levigato dalla corrente sottile
di un amore trasparente ai ricordi.
Respirava la riva il vento umido
di pioggerella leggera. 
E nebbia di perle
riempiva i polmoni del bosco.
Così sentii le voci di dentro
parlarmi con voce di foglia,
intonare un canto d’erba rada 
nei prati illusi del cuore.
Brezza di malinconia
e fu autunno.

Notte insonne perduta nel nulla del silenzio


Quando guardai era soltanto vento

[ un fruscio silenzioso
che s'appoggiò sul cuore]


Quando riguardavo era d'argento
come di luna stupore

una falce incerta disegnata sull'orizzonte
fuggitiva come a sfumarsi le parole


[...quando riguardai
stava sorgendo il sole]

LadyLunaa

Oltre avviene il destino di un uomo finito

Oltre

l'abbaglio di un giorno a stento nato
e scivolato nell'antro nascosto
di un futile avvenire

Avviene

che il regolo del tempo
s'inceppi in ore perdute
ad aspettare mitici futuri. 

Il destino

si incarna nel corpo
d'un incerto essere
curvato dal peso delle ombre. 

Di un uomo

appeso al ramo dei giorni rigogliosi e verdi
e che si illuse
di esser frutto maturo a primavera.

Finito

si dondola nel vento
e come foglia secca ormai segnata
attende che svanisca il suo tormento.